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Ogni anno, più o meno in questi giorni, si celebra un rito molto importante. O meglio si combatte. Sì, in effetti è questo il verbo più adatto.
Si combatte una lotta lunga e difficile.
Una lotta dura e senza esclusione di colpi.

Si tratta, più che altro, di una lotta interiore, che poi si manifesta all’esterno, ma che ha (purtroppo) pesanti ripercussioni sul mio portafoglio :-(

Il tutto si sintetizza in una promessa che, in tutta la mia vita mai sono riuscita a mantenere.. ma quest’anno sarà diverso, me lo sento.

Sì questo è proprio l’anno giusto: riuscirò a non comprare regali per Natale, per nessuno!
Devo farcela, devo farcela, devo farcela.

Siamo già al 16, mancano 9 giorni e sono a quota zero regali, zero pensieri, zero liste, zero, zero zero.

Anche se, lo ammetto, il regalo alla mia tenerissima nipote l’ho già fatto.. e lei lo ha già indossato.. e anche mio marito ha già i “fondi” per procedere.

Per tutti gli altri…spero di resistere all’acquisto di stock di regali dell’ultimo minuto.. ma no, non quest’anno.

Sì perché non intendo, ancora una volta, cadere nella rete del regalo a tutti i costi, del regalo all’ultimo minuto, del regalo utile o inutile, costoso o economico che sia.

Per una volta nella vita vorrei essere coerente con la mia idea di sempre: il Natale non è, e non deve essere, un’irrefrenabile corsa al consumo, un momento di stress ma dovrebbe essere invece un momento da vivere in pace e serenità con la propria famiglia (o meglio quel lato della famiglia con cui stai bene.. sennò pure questo diventa elemento di stress)… Ecco perché preferisco i compleanni al Natale.. intanto perché comunque il compleanno è personalizzato e personalizzabile e poi perché non ti trovi a fare centomila regali tutti insieme….però…se ci penso bene..  è bello e ti dà gioia riuscire a sorprendere una persona a cui vuoi bene con un pensiero inaspettato..

Insomma.. che dire? Non vedo l’ora che arrivi la chiusura dei negozi della sera del dicembre per sapere come mi andrà a finire…. ;-)

La notizia del momento è che gli spot  Telecom, che vedono protagonista Belén Rodríguez non hanno ottenuto il successo sperato ovvero non si sono tradotti in fatturato sonante (rif. Corriere Quegli spot non rendono, Telecom Italia rinuncia a Belen)

Non sono né vorrei sembrare come difensore pubblico di Belén Rodríguez perché per essere sinceri: meno la vedo e meglio sto.
Ma chi ha deciso che sia tutta colpa sua?

Se penso alla narrazione dello spot forse si potrebbe lavorare lì, inventarsi qualcosa di più creativo o magari cambiarle il partner nella finzione pubblicitaria come, probabilmente sarebbe meglio per lei, anche nel privato.
Ma poi siamo sicuri che alla base non ci sia qualche problema da rivedere sulla leva del “prezzo” piuttosto che sul quella comunicazione?
Magari è proprio lì che la TIM dovrebbe inventarsi qualcosa di nuovo dato che è la più cara…sempre e comunque!!!
Mi direte, ma è l’unico gestore di telefonia mobile che si prende sempre ed ovunque… ma se le cose ora vanno male non può essere soltanto colpa della “povera Belén“!

Dopo Facebook e Foursquare ecco un altro divertente social network incentrato esclusivamente sulla possibilità di condividere cosa ti piace, dai programmi televisivi alla musica, dai libri ai film e ai videogiochi, stiamo parlando di GetGlue (http://getglue.com)

L’applicazione (disponibile su iPhone, iPad e Android) è molto semplice da utilizzare ed è molto simile a Foursquare dato che si possono condividere i propri gusti facendo i check-in e vengono attribuiti degli stickers.
E se su Fousquare viene identificato il mayor su GetGlue c’è il “guru” ovvero colui che, grazie a commenti divertenti o utili risposte dimostra di saperne più di tutti di quel dato film, telefilm o libro.

L’aspetto positivo di questo nuovo social network è quello di poter avvicinare contatti con i tuoi stessi gusti, senza dover condividere aspetti personali (foto) o contenuti emotivi (a cosa stai pensando?)

È attualmente disponibile solo in inglese ed è molto sviluppato in America, (sono infatti moltissime per esempio le trasmissioni televisive americane segnalate), ma è sempre possibile segnalare nuovi elementi tali da rendere il social network sempre più internazionale.

Check-in your entertainment

Articolo apparso per la prima volta su www.tentaculus.it

Poter scegliere un finale diverso da quello proposto per un film o un video commerciale è sempre stato il sogno nel cassetto di molti i registi e di buona parte del pubblico.
Sogno che, fino a dieci anni fa, era a dir poco impensabile.

Oggi invece è possibile!
Non ci credete? Beh.. dovrete ricredervi ecco i casi: “Tipp Ex” e “Sisi”.

Cosa pensate possano avere in comune un cacciatore, un orso e un correttore a nastro (un bianchetto per intenderci)? Apparentemente nulla, a meno che non guardiate questo video interattivo

E cosa avranno mai in comune Alessandra, Regina e le calze Sisi? Semplice: sono le protagoniste di questo video test:

La possibilità per l’utente finale di interagire con il video e di poter scegliere il proprio finale (o avere la possibilità di tentarne anche più di uno) rappresenta un passo avanti nella video comunicazione.
Un fattore vincente che consente, ovviamente, una maggiore memorizzazione del marchio grazie soprattutto all’interazione con l’utente finale.
Interazione che, in particolare, nel caso di Sisi prosegue anche sul social network alla pagina www.facebook.com/sisicalze

Articolo apparso per la prima volta su www.tentaculus.it

Quale donna e moglie, almeno una volta nella vita, non si è sentita la “peggiore del mondo”?

“Sadie”, la protagonista è il perfetto ritratto della donna moderna di oggi. Con scoppiettante ironia Polly Williams ce la descrive raccontandoci i dubbi e le difficoltà di una madre che lavora e che si sente di essere la moglie peggiore del mondo… ma alla fine scoprirà che…non lo è affatto!!!
Leggendolo mi sono emozionata ed ho riso tantissimo.

Nella ridente località balneare di San Vito Lo Capo, a fine settembre, si celebra da tredici anni a questa parte, il Cous Cous Fest. L’edizione 2010 ha avuto luogo dal 21 al 26 settembre.

Un evento nato per destagionalizzare i flussi turistici, ma che è oggi diventato un momento importante per il turismo siciliano, e trapanese in particolare, in grado di influenzare ed incrementare gli arrivi e le presenze di turisti, italiani e stranieri, nella provincia trapanese nel mese di settembre dove ancora, fortunatamente, si può beneficiare di un clima mite e gradevole.

Un comune piccolo, ma intelligente e dal cuore grande, dove l’amministrazione locale è stata in grado di mettere insieme un amalgama di culture, sapori e delizie che confortano sulla capacità degli uomini di saper e poter convivere pacificamente a colpi di leccornie ed ingredienti prelibati.

E sono uomini e donne provenienti da tutti gli angoli del pianeta, angoli, in alcuni casi, anche ostili.

Infatti, i paesi che in questi tredici anni hanno partecipato al Cous Cous Fest sono: Algeria, Brasile, Costa d’avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal, Tunisia.

Una pacifica e goduriosa “guerra” di sapori e piaceri a cui, anno dopo anno non riesco a sottrarmi perché il COUS COUS FEST è
… l’odore di mille ingredienti segreti che si mischiano con il profumo del mare!
… un’avvincente gara di sapori!
… la musica che crea la giusta atmosfera!
… il vino che inebria e scioglie le emozioni!
… il sorriso della gente proveniente da tutti i colori del mondo!

L’importante è non definirlo mai festival: il nome corretto è COUS COUS FEST, punto e basta.

Sinceramente sono scossa. Molto scossa. Apprendo l’epilogo di una storia di vita familiare. Una storia finita, purtroppo in maniera tragica, anzi, oserei dire macabra.

Dal 26 agosto si parla della scomparsa di Sarah Scazzi di Avetrana. Si è ipotizzato di tutto: che fosse scappata volontariamente, che fosse stata rapita, unica cosa certa è che era scomparsa, praticamente volatilizzata nel nulla. Per oltre 40 giorni nessuno ne è venuto a capo.

La madre, ritenendo che le forze dell’ordine non stessero facendo bene il loro dovere ha perfino scritto al Presidente della Repubblica chiedendo l’invio di ulteriori forze dell’ordine, temendo magari che ci fosse dietro il piedino della malavita organizzata. E perfino quando Michele Misseri, lo zio, ha trovato il cellulare di Sarah, Concetta Serrano, la madre di Sarah, lo ha difeso. Totalmente ignara che questa persona, un parente così vicino, fosse il carnefice: la persona che ha preso la piccola Sarah, l’ha strozzata, spogliata, violentata (da morta) e gettata su un fosso.
In realtà definire “persona” un essere vivente in grado di fare questo significherebbe essere fin troppo educati e definirlo “pazzo” significherebbe giustificarlo. Più ci penso e più credo che non ci siano parole per definire azioni di questo tipo, così disumane, così terribili.

Ho lo stomaco sottosopra se oso anche lontanamente immaginare che tutto questo sia vero. Sto male. Veramente.

Cosa succede alle persone? Com’è possibile tanta cattiveria? E com’è possibile fare finta di niente per tutto questo tempo? E soprattutto perché? Che la mente umana sia così folle da arrivare a tanto non lo accetto proprio! No, non lo digerisco.

Spero soltanto che la giustizia italiana sia in grado di bilanciare il male commesso da questo indefinibile essere, che di umano non ha nenche le sembianze. E a tutti, e a me stessa in primis, dico: non si conosce mai fino in fondo una persona, non ci si può mai fidare veramente di nessuno. Proprio di nessuno!

E adesso, riposa in pace Sarah.

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